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L'alcolismo (o etilismo) è una dipendenza compulsiva dall'alcol, caratterizzata da un incontrollabile ed insaziabile desiderio di bere (tale da causare una dipendenza fisica da alcol), da sindrome da astinenza e da innalzamento del livello di tolleranza.

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Di Roberto (del 25/09/2006 @ 19:34:05, in Eventi, linkato 435 volte)
ANTONIO CORPORA “IL TEMPO SCINTILLANTE” Magazzino del sale Torre di Cervia Dal 30 luglio al 30 settembre 2006 Inaugurazione: Domenica 30 luglio 2006 ore 18,00 presso Magazzino del Sale “Torre” di Cervia. Esposti 90 dipinti e oltre 100 acquerelli, al Magazzino del Sale “Torre” di Cervia, nella mostra dedicata ad Antonio Corpora, che inaugura domenica 30 luglio e che rimarrà aperta tutte le sere fino al 30 settembre. Finalmente l’attenzione di una mostra monografica del maestro, intitolata Il tempo scintillante, omaggio alla poesia di Paul Valéry, tanto amata da Corpora. Si tratta di un’ampia antologica di Antonio Corpora, a due anni dalla sua morte, una delle figure più eminenti della pittura italiana che ha dato un fondamentale contributo allo sviluppo dell’arte italiana in Europa, dal secondo dopoguerra ad oggi. Un grande pittore sempre controcorrente, sempre capace di rinnovarsi, un pittore che non si è mai soffermato in moduli prestabiliti, stimato internazionalmente da critici di fama mondiale. La mostra, che è curata da Floriano De Santi, lo storico dell’arte che ha pubblicato i cataloghi generali dell’opera del maestro italo-tunisino, comprende pitture e acquerelli che coprono un arco di tempo che va dal 1938 al 2002. Tra gli altri sono esposti capolavori come Il Pincio del 1938, Laguna sull’Argentario del 1951, Dei Corsari del 1980 e Odissea del 1989. Un particolare cenno va fatto agli acquerelli di Corpora, quasi un diario dei suoi molteplici viaggi e del suo incontro con la natura. Ogni opera è la capacità di Corpora di rendere la luce ma anche il colore, le forme, le trasparenze, le sfumature e l’energia con cui ha saputo raccontare i suoi sentimenti più autentici. Antonio Corpora fu ospite più volte alla Biennale di Venezia, alla Staatsgalerie Modenkunst di Monaco, nonché vincitore di premi come la Quadriennale di Roma nel 1955, il Premio Parigi nel 1951, la Biennale di Roma nel ’68. Come miglior artista per il 2003, ebbe il Premio Nazionale "Presidente della Repubblica" su designazione dell' Accademia Nazionale di San Luca. In Italia, nel dopoguerra, Corpora fu in prima linea nella battaglia per il rinnovamento del linguaggio pittorico. Con il suo temperamento pronto a raccogliere ogni suggerimento ed a svilupparlo immediatamente secondo le necessità della sua tematica, fu tra i protagonisti del “Fronte Nuovo delle Arti” e del gruppo degli “Otto Pittori Italiani” che, raccogliendo per la prima volta le esperienze della pittura del dopoguerra, creavano una ben definita tendenza. Un protagonista che sapeva restare lontano dalle imposizioni e pressioni delle mode, come affermava lui stesso: “Sono pochi quelli che hanno capito della necessità di una nuova coscienza, una coscienza che sia veramente libera da schemi e pregiudizi. Io mi servo dei mezzi che offre la pittura perché sono un pittore (..)”. Biografia. Nato a Tunisi nel 1909, città nella quale consegue il diploma all’Accademia di Belle Arti, Corpora nel 1929 giunge a Firenze; ma ben presto si trasferisce a Parigi dove conosce la pittura non figurativa di Cézanne, di Picasso e di Matisse, e inizia a mettere a punto la sua nuova visione dell’arte in senso astratto-lirico. Tornato nel 1945 in Italia come profugo, fu uno dei fondatori del gruppo dei “neo-cubisti” dopo l’intenso scambio artistico di quegli anni con Renato Guttuso, nel suo atelier romano, insieme a Fazzini, Monachesi e Turcato. Il gruppo tra i primi propose in termini polemici la necessità di uno sganciamento dai moduli troppo vieti della pittura precedente e che fu soprattutto un movimento di energica opposizione a quella che era stata l'arte del cosiddetto "Novecento Italiano". Nel 1947 entra nel “Fronte Nuovo delle Arti” dopo la rottura del quale diventa un artista degli “Otto Pittori Italiani” – insieme ad Afro, Birolli, Moreni, Borlotti, Santomaso, Turcato e Vedova – ispirato dal critico Lionello Venturi che rivendica per questi giovani artisti la libertà creativa: “Essi non sono e non vogliono essere degli astrattisti; essi non sono e non vogliono essere dei realisti: si propongono di uscire da questa antimonia che “(…) minaccia di trasformare l’astrazione in un rinnovato manierismo”. Insieme a questi pittori astratto-concreti (come li aveva definiti Venturi), Corpora partecipa nel 1952 alla Biennale di Venezia dove sarà invitato, sempre con una sala personale, alle edizioni del 1956, del 1960 e del 1966. Dalla seconda metà degli anni Cinquanta, Corpora inizia a realizzare una pittura data per zone più ampie e intense di colore. E’ la visione spontanea di una illuminazione venuta dall’interno della materia, che svela un senso intimo e magico della natura: la lunga via per una presa di coscienza della vita che anima l’universo. Lungo tutti gli anni Sessanta sviluppa ancora il suo informale sui generis esponendo i suoi lavori alla Kleeman Galleries di New York, alla Galleria Bonino di Buenos Aires, al Bucherhalle Winterhude di Amburgo, alla Haaken Gallery di Oslo, alla Galerie Cahiers d’Art di Parigi. Successivamente il mondo corporiano sembra essere preda di un’immobilità apparente, abbandonato lungo i cicli pittorici Le frontiere dell’infinito del 1973 e La linea dell’orizzonte del 1981, lungo un confine d’ombra e di luce che si colloca tra essere e nulla. Su questa intonazione poetica è anche il ciclo delle Memorie di Giverny del 1984-86, che sembra ricordarci la visione liquida delle “Ninfee” di Monet. Sono acque che simbolizzano la summa universale della virtualità: esse sono “fonte” e “origine”, serbatoi di tutte le possibilità d’esistenza, precedono tutte le forme e fanno da supporto ad ogni creazione – per dirla come Klee – sospesa tra il visibile e l’invisibile. La mostra, patrocinata da Regione Emilia Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Cervia, Camera di Commercio di Ravenna, è promossa dalla CNA provinciale di Ravenna, in collaborazione con Giovanni Di Summa, il Comune di Cervia e la Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. È stata realizzata con il contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Ravenna, Club Milano, Banca Popolare di Ravenna Agenzie Riunite, Moviter Strade, F.lli Gasperoni, Unipol Assicurazioni, Eurofly, Ristorante “Al Caminetto”, Argelli srl, COM, Tuttifrutti, Sedar CNA Servizi.
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Di Roberto (del 25/09/2006 @ 19:26:42, in Eventi, linkato 962 volte)
La magia dei fuochi d’artificio riempie la spiaggia nella notte delle stelle cadenti Nella notte più magica dell’anno servono poche cose, ma essenziali: il cielo stellato, la persona amata accanto, un paio di sandali da slacciare, i piedi nudi sulla sabbia fredda, i fuochi d’artificio che riempiono l’aria di festa e di calore. Sono questi gli ingredienti unici del momento più atteso dell’estate: San Lorenzo. Da secoli Cervia festeggia proprio questo evento, a metà fra mito e realtà, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Nella notte di San Lorenzo, giovedì 10 agosto, alle 23,00 l’appuntamento è nella spiaggia libera di Cervia (lungomare Delledda) con i famosi fuochi d’artificio di San Lorenzo. E la spiaggia si trasforma nel paradiso sul mare degli innamorati con la grande festa “La notte magica di San Lorenzo”, tra le luci dei fuochi d’artifico, le stelle cadenti, tanta musica e delizie del palato. Le origini della festa Come molte altre feste anche quella di San Lorenzo è per metà di origine religiosa e per metà di origine pagana. San Lorenzo è un santo molto popolare, soprattutto in Romagna. Morto martire nel 258, San Lorenzo è forse meno celebre di altri santi, ma porta con sé un fascino particolare. Il 10 agosto è da sempre un giorno di festa in Romagna ed in particolare a Cervia. Questa festa popolare nasce infatti come un vero e proprio giorno “di festa”, nel quale i lavoratori (i salinari, i braccianti, i marinai) si astenevano dalle fatiche quotidiane. Erano proprio loro a mantenere vivo il rito. I lavoratori di terra scendevano fino al mare, ognuno coi propri attrezzi (chi con la famiglia, chi con gli aratri, chi con le bestie), e andavano a bagnarsi nelle acque del mare. I lavoratori del mare salivano dalle acque e si fermavano anche loro in riva. E proprio la riva del mare diventava luogo di incontro fra genti diverse. La comunione avveniva, come per magia, in una notte calda, nella quale tutto può accadere e anche un bagno può diventare purificante e salvifico. Bagnarsi nel mare Adriatico la notte di San Lorenzo, secondo la tradizione, fa infatti passare “i set dolur”, i sette dolori. Come molti altri riti, le cui origini sono ancora remote e sconosciute, anche quello di San Lorenzo ha a che fare con l’acqua, purificatrice, in grado, almeno nell’attimo magico di una notte, di scacciar via i malanni e la sfortuna e, naturalmente, di assicurare per sé e per i propri cari salute e ricchezza. La Cervia “romantica” ha saputo conservare nel tempo il valore di festa di questo evento, arricchendolo con iniziative sempre nuove. Ma i mercatini, le delizie di zucchero filato e le cartomanti non sono proprio una invenzione recente, anche in epoca moderna, infatti, questa festa diventava vera e propria sagra di paese, con maghi, astrologhi e cantastorie. E l’edizione 2006 non sarà da meno, sarà come sempre un po’ magica e un po’ misteriosa. Un momento magico da vivere per tutti Anche oggi la notte di San Lorenzo conserva il suo fascino antico e il suo sapore magico. Per i più giovani si tratta di una occasione per stare in spiaggia e per riscoprire l’antica arte della seduzione. Per la famiglia non mancano di certo i momenti di divertimento, con mercatini e piccoli momenti di spettacolo. Come sempre i veri protagonisti di questa festa saranno i fuochi d’artificio, soprattutto per la gioia dei più piccoli. Ma la manifestazione di San Lorenzo è dedicata ad un pubblico di tutte le età: sa essere, infatti, contemporaneamente momento di tendenza e di tradizione. La tradizione viene reinventata in ogni istante sotto gli occhi del turista curioso. Accanto alla rituale tombola, infatti, non mancheranno le sorprese dedicate a tutti. Ufficio Stampa Turismo Comune di Cervia: Annalisa Canali tel. 0544 915262 canalia@comunecervia.it In collaborazione con Coop Aleph: rif. Tatiana Tomasetta 338 9179905 tomasetta@coopaleph.it 348 7314189 letiziamagnani@libero.it
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Di Roberto (del 25/09/2006 @ 19:26:42, in Eventi, linkato 939 volte)
A cinquant’anni dalla sua morte, inaugura il 26 agosto a Ravenna, alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, la mostra dal titolo "Filippo de Pisis, Cantore di bellezza", una selezione di opere provenienti dalla Collezione De Pisis di Palazzo Massari a Ferrara. Oltre 50 tra le sue opere più belle, una trentina di dipinti e 24 disegni, tutte acquisite per il museo di Ferrara dalla Fondazione Giuseppe Pianori. Questa mostra, a cura di Silvana Costa, viene realizzata in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Ferrara, nella persona di Gaetano Sateriale, Sindaco e Assessore alla cultura del comune di Ferrara e Andrea Buzzoni, dirigente del Settore Attività Culturali del Comune di Ferrara, con il patrocinio: Ministero dei Beni Culturali Italiani, Regione Emilia-Romagna, Provincia e Comune di Ravenna, Comune di Ferrara. La mostra costruita su un catalogo di trenta dipinti cui si aggiungono ventiquattro disegni è ordinata come un racconto del percorso creativo e del viaggio fisico di De Pisis, a partire dal primo dipinto realizzato nel 1908 (ancora bambino) dal titolo “Uccelli”, e proseguendo raccontando i molteplici spostamenti della sua carriera pittorica, lui, pittore di infinito gusto e raffinato intelletto, protagonista di una vita appassionata dedicata al viaggio. Nel 1920 si trasferisce a Roma: “La gabbietta” e “Natura morta con martin pescatore”. Nel 1925 si trasferisce a Parigi dove inizia il suo periodo felice come pittore: “Le Cipolle di Socrate” - dove si legge chiaramente l’influenza dei fratelli De Chirico - “Natura Morta Alla dolce Patria” - donata dallo stesso De Pisis nel 1932 alla sua città, quando Renzo Ravenna era podestà di Ferrara - “Strade di Parigi” e “lepre”, solo per citarne alcuni. Nel 1935 soggiorna a Londra, dove frequenta e lavora nello studio di Vanessa Bell sorella di Virginia Woolf: “Paesaggio Londinese” 1935. Con l’avvento della guerra nel 1940 torna in Italia e si trasferisce a Milano, frequenta molti luoghi tra cui anche Rimini, si trasferisce a Venezia e poi di nuovo a Milano dove muore nel 1956. Di questo ultimo periodo ricordiamo “Natura morta davanti alla finestra”, 1951. Ogni momento della sua vita è ben raccontato attraverso la lettura delle sue opere e dei suoi dipinti, che non tralasciano nulla del suo peregrinare da una città all’altra. Luigi Filippo Tibertelli, scomparso a Milano il 2 aprile del 1956 e nato a Ferrara l'11 maggio 1896, in seguito adotta l'antico cognome di famiglia, de Pisis. Laureato in lettere, poeta, grande viaggiatore, uomo di gusto raffinato e di grande cultura e intelletto, De Pisis dispensa un’arte che è un elogio alla bellezza di cui l'artista è stato innamorato e che ha reso il maestro ferrarese uno dei massimi esponenti della pittura italiana nell'arte europea del Novecento. Lo è stato coniando il concetto stesso di bellezza con accento personalissimo, nei più diversi campi, dalla letteratura alla poesia. Non si parla della bellezza classica di armonie e proporzioni, ma della sua essenza drammatica. Una bellezza raccolta e scoperta negli attimi brevi della vita come: i fiori recisi, protagonisti assoluti delle nature morte o la poesia degli oggetti poveri di uso quotidiano, delle conchiglie svuotate, dei pesci avvolti nella carta povera, della selvaggina appena uccisa, degli ortaggi collocati nell'atmosfera metafisica. La pennellata leggera e veloce e i colori chiari tra cui trapela la tela, restano i segni più inconfondibili e riconoscibili dell’arte di De Pisis. Una sezione particolare è dedicata al disegno su carta, una forma d'arte non secondaria per De Pisis. Anzi un mezzo per esprimere in modo veloce e istantaneo l'immediatezza della sua percezione del mondo, uno sguardo composto di illusione e meraviglia di cui citiamo, ”nudo sdraiato sulla schiena”. Patrocinio: Ministero dei Beni Culturali Italiani, Regione Emilia-Romagna, Provincia e Comune di Ravenna, Comune di Ferrara. Sponsor dell'iniziativa: Arimar, Acmar, Bonciani, Copura, Consar-Grar, Europa 2000, Fiat S.V.A., Marcegaglia, Marinara, Moviter Strade Cervia, Agenzia Ritmo, Emporio delle Passioni
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